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“STRATI D’ANIMO”

 

Si può ritrarre uno stato d’animo? Concretamente dovremmo rispondere che è impossibile, poiché l’anima e i suoi strati fanno parte di quella sfera identificabile con l’immaterialità e l’astrazione.

Visitare una mostra di Serena Corrao ci dimostra invece, che è possibile concretizzare e “toccare”  le emozioni.

Opere apparentemente semplici, dove pochi colori vengono collocati sulle tele mediante l’utilizzo della spatola, pazientemente, creando strati materici, spessi, da foggiare, modellare, rendere plastici, con movimenti e andamenti studiati, dove l’intervento e il tocco lieve delle dita diventa modo per interagire e trasferire ulteriormente alla creazione di una sensazione, farla propria, darle una identità, creare STRATI D’ANIMO.

Tele che con questi interventi perdono del tutto la loro bidimensionalità assoggettandosi agli effetti della luce, delle ombre, alla ricerca delle interessanti variazioni cromatiche, le variazioni naturali dell’animo, le sfumature della vita.

La luce scivola via liscia sulle superfici, come acqua, oppure si ferma e da forma e volume e ritmicità compositive, o ancora si fissa sopra l’incursione di materiali polverosi e granulosi, un approfondimento fatto di sensazioni tattili.

Altri colori opalescenti, si contaminano con infinite particelle iridescenti, quasi a sottolineare la complessità delle emozioni.

Le composizioni sono un “fermo immagine “ di un particolare luogo della mente dell’artista che nel momento della esecuzione ha voluto manifestarsi con definizioni arcane che possono essere lette percettivamente solo dall’inconscio e dalla sensibilità di chi le osserva.

Il colore come manifestazione dell’essere, di uno stato d’animo che si palesa in un luogo e in un momento fisico specifico.  Forme apparentemente esornative che si rivelano essere messaggi provenienti dalle esperienze dell’artista, ci comunicano  consciamente e inconsciamente una biografia di emozioni  scaturita dai molteplici e complessi momenti della vita.  Piccole chiazze su ampie campiture che ci urlano o sussurrano qualcosa.

Non si può rimanere insensibili davanti a queste opere, all’espressività intangibile che rappresentano, al messaggio concettualmente ermetico che lanciano, che può essere percepito solo se letto con l’interiorità.

L’occhio è solo un medium, uno strumento.

Dopo avere visitato una mostra di Serena Corrao, vi domanderete ancora se si può ritrarre uno stato d’animo oppure vi chiedere di che colore siete in quel preciso momento.

                                                                 

                                                                                                                                                                       Prof. Lucia Macaluso , storico dell’arte.

FANTASMAGORIE D’IMMAGINI E DI LUCE

 

Le opere di Serena Corrao sono fantasmagorie d’immagini e di luce.  Quando il colore diviene espressione d’amore e sentimento le coordinate del cuore e della mente si fondono ad istaurare un idillio di fantastiche suggestioni che dall’informale assurgono vibratili accensioni accorpanti di un fluido che s’insinua e deflagra in scanzioni avvolgenti, dove i rossi con la loro struggente carnalità espositiva di cromie codificano l’assunto in un preludio d’estasi modulato d’armonia.

 

                                                                                                                Stefano Lo Cicero, scrittore, pittore, scultore

Le opere di Serena Corrao sono finestre che si affacciano al mondo, donando all’esterno colori vibranti e sapientemente calibrati. Con grande maestria e con tecnica sicura, la spatola in mano dell’artista accompagna la materia su tutta la superficie della tela. La sostanza si espande e, sedimentandosi su più piani, protende volutamente e con grande slancio verso il fruitore, in un metaforico abbraccio, rendendo protagonista una sensibilità che, evocando episodi di vita che trapelano dai titoli, racconta di sé con una forza narrativa rara e proprio per questo preziosa.  Le spatole non disegnano semplici percorsi, ma scolpiscono la sostanza: non colorano semplicemente la tela , ma ne descrivono intimamente le trame.  Forte nella gestualità e armonica nel gioco cromatico, svincolata dall’immagine e dunque libera dalla veste che più le si addice, la creatività di Serena Corrao sonda le potenzialità energetiche ed evocative della Materia, affermandosi quale ricerca esistenziale. Tacito e profondamente coinvolgente il dialogo che si instaura tra l’opera e il fruitore, quest’ultimo portato dal vortice creativo ad interrogarsi sul senso di quanto vede. Per quanto l’artista fornisca una chiave di lettura ben salda,  ne lascia molteplici per  una libera interpretazione, permettendo allo spettatore di diventare parte attiva di un processo creativo, di un’irripetibile esperienza emotivo sensoriale.

 

                                                                                                             Micaela Passalacqua , storico e critica d’arte.

Negli ultimi lavori di Serena Corrao l’attento osservatore può cogliere una rinnovata maturità nell’approcciare il pigmento e la materia.

Sono sempre forti le emozione che vengono trasmesse. Le opere cercano di svelarci con un linguaggio muto, confidenziale e interiore, il vissuto e le suggestioni dell’artista che in questo modo si svela al mondo, senza urlare, pacatamente, lasciando fare tutto ai colori, al movimento della materia, alla interpretazione della nostra sensibilità ed emotività.

Colori che non sono solo materia pigmentata e radiazione luministica, ma soprattutto elementi primordiali che cercano di comunicare, con un codice interpretativo personale, le emozioni del vissuto e del quotidiano. Materia plasmata originariamente solo con la spatola, che con il tempo è stata plasmata, formata e trasformata in corpo comunicativo sempre più efficace con l’intervento delle dita, delle mani, che una volta si concedevano timidamente a questo atto e ora si liberano sicure nella creazione.

Per questo le nuove opere di Serena riescono ad essere molto più interpretative e musicali; seguono un ritmo che a volte si spezza, altre volte riprende; ascende e discende, con frammentazioni e intermezzi ascetici dove l’oro e l’argento riferiscono di luci che provengono da altri mondi, da altre realtà ideali, in contrasto con una vissuto e una realtà che svelano contrasti quotidiani tra felicità e inquietudine, calma e irruenza, passione e melanconia, svelando un vissuto in continua evoluzione .

Prof. Lucia Macaluso. Docente di storia dell'arte e giornalista.

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